Pisapia in zona 4, tra Corvetto e l’ortomercato. “Triboniano, Maroni lancia Salvini vicesindaco”

La zona 4. Pisapia ha detto di augurarsi che le zone possano diventare delle vere e proprie "piccole municipalità"

“Alla parrocchia del Corvetto giocavo a calcio quand’ero più piccolo, qui vicino ho abitato quand’ero più piccolo”. Giuliano Pisapia si presenta così in zona 4, per il penultimo appuntamento con i costituendi comitati di quartiere.

La zona 4, un trapezio irregolare a sud est di Milano che parte dai negozi  di Corso XXII Marzo, toccando persino la sponda esterna di Viale Monte Nero, e arriva fino a Piazzale Corvetto, dove la criminalità organizzata si è insediata in pianta stabile, costituendo un solido sistema di controllo sul territorio.

In mezzo, le speculazioni edilizie sulle grandi aree di riconversione, come Porta Vittoria e Santa Giulia (un servizio che ripercorre tutta la vicenda), o nodi di strettissima attualità come il destino dell’ortomercato o il campo nomadi di via Bonfadini. Un punto, quello sui rom, che Pisapia intende sottolineare. “L’intervento di Maroni – che aveva detto di opporsi all’assegnazione di alloggi popolari ad alcuni abitanti sfollati dal campo rom di via Triboniano, nei pressi dell’area Expo- è un modo delle Lega per farsi sentire e fa parte della strategia per portare Salvini a vicesindaco, al posto di De Corato”.

Ma la zona4 è anche il quartiere di realtà come il comitato Molise-Calvairate -Ponti, che opera su un insieme di edifici popolari di proprietà dell’Aler, oggi abitati prevalentemente da immigrati, anziani soli o persone in gravi condizioni di disagio. Il comitato organizza doposcuola per bambini, corsi di italiano per stranieri, assistenza agli inquilini. “Siamo arrabbiati -si sfoga un ragazzo in un intervento- perchè realtà come questa sono il welfare alternativo che l’amministrazione comunale dovrebbe incoraggiare, e invece la Moratti le lascia sole”.

Stefano ha i capelli brizzolati ma il piglio giovane e agguerrito. “Dal 1985 faccio parte del comitato che si oppone alla costruzione del parcheggio di Piazzale Libia”. Venticinque anni a presidiare il territorio contro quella che, secondo lui, è diventata negli ultimi anni una “gruviera di speculazioni sotterranee”.

Ma la zona 4 è anche una buona cartina di tornasole per testare il comportamento dell’amministrazione in questi anni. “I piani integrati di intervento su Porta Vittoria e Santa Giulia – spiegano Gianni e Valerio- davano il permesso ai grandi immobiliaristi come Zunino e Coppola di costruire grandi volumi in cambio di scuole, palestre, centri polifunzionali o biblioteche come la Beic, che quasi certamente non si farà più. Questi affaristi, però, hanno costruito quello che volevano e poi hanno detto di non avere più soldi per rispettare gli impegni presi”.

Con la Zona 4 Pisapia si appresta a chiudere la formazione dei comitati di quartiere. Lunedì prossimo sarà in zona 7 per l’ultimo appuntamento della serie. Poi meno di quaranta giorni per convincere almeno 50mila persone, obiettivo fissato dallo staff del penalista, a dargli la propria preferenza alle primarie.

Se a votare ne andranno 100mila, come gli organizzatori si augurano, potrebbero bastarne anche meno. Intanto Pisapia vuole dimostrare di essere “un sindaco di sinistra, ma un sindaco per tutti, tranne i poteri forti”.

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Una Risposta to “Pisapia in zona 4, tra Corvetto e l’ortomercato. “Triboniano, Maroni lancia Salvini vicesindaco””

  1. […] mesi, la via dell’ascolto. Poche dichiarazioni pubbliche e molti incontri nei quartieri e nei circoli Arci. Inseparabile dal suo quaderno, ha preso appunti su tutto. Ha raccolto, forse troppo,  e quando […]

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